La parità di genere al nord parte dall’infanzia

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COME LE POLITICHE PER L’INFANZIA SPINGANO LA PARITÀ DI GENERE AL NORD

In Nord Europa, per quanto ancora ci sia molto da lavorare, il processo per la parità di genere è a un livello molto più alto rispetto agli altri paesi europei. I punti più alti di questa parità si riscontrano in Islanda, dove da ormai anni non è raro vedere donne occupare ruoli di potere, anche in politica, e oggi il nuovo esecutivo vede Presidente, Primo ministro e diversi altri ministri tutte donne.

La chiave per questi risultati sembra risiedere nelle politiche per l’infanzia, e per grandi investimenti in infrastrutture, come asili nidi, asili aziendali e lunghi congedi parentali, che aiutino tutti gli individui a coniugare bene le aspirazioni familiari con quelle lavorative.

Parità di genere:

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COS'È L'INFRASTRUTTURA PER L'ASSISTENZA ALL'INFANZIA?

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Così come le strade e forniture elettriche sono infrastrutture necessarie per il funzionamento fisico della società, il congedo parentale retribuito e l’assistenza all’infanzia universale sono essenziali per il funzionamento sociale di un Paese e per mantenere la forza lavoro.

Il concetto di infrastruttura per l’assistenza all’infanzia è relativamente nuovo, ma ha acquisito grande importanza nel dibattito politico. È un termine che include il congedo parentale retribuito, l’accesso universale all’assistenza all’infanzia e l’assistenza sovvenzionata. I paesi nordici condividono caratteristiche simili legate a reti di sicurezza sociale complete, che hanno reso celebre il loro welfare, prevalentemente finanziate tramite tasse. Questi sistemi si basano su principi fondamentali, tra cui:

• Un carico fiscale piuttosto elevato (soprattutto in Danimarca, ma in generale in tutti i Paesi Nordici);
• Piani pensionistici pubblici;
• Un’alta percentuale di lavoratori appartenenti a sindacati;
• Un mercato del lavoro costruito attorno alla relazione tripartita tra datori di lavoro, sindacati e governo.

Le normative sul lavoro nei paesi nordici comprendono regole che supportano le diverse reti di sicurezza sociale. Ad esempio, in Norvegia e Finlandia il congedo parentale retribuito è incluso nella legislazione sul lavoro poiché è considerato un modo per migliorare l’ambiente lavorativo.

Le ricerche, inoltre, dimostrano che i sindacati hanno avuto un impatto significativo nello sviluppo del congedo parentale retribuito nei paesi nordici, un progresso fortemente influenzato dall’alta percentuale di donne che ne fanno parte.

Nei paesi nordici, tassazione e assicurazione sociale sono naturalmente interconnesse: una raccoglie, l’altra distribuisce. Gli studiosi fiscali nordici spesso sostengono che la tassazione congiunta contribuisca significativamente all’ineguaglianza di genere, poiché incentiva uno dei coniugi a farsi carico del sostegno economico della famiglia mentre l’altro, spesso la donna, rimane a casa per occuparsi di figli e casa o, in alternativa, lavora solo part-time come percettore di reddito secondario.

ASSISTENZA ALL’INFANZIA E UGUAGLIANZA DI GENERE

Ma, quindi, in che modo l’infrastruttura per l’assistenza all’infanzia influisce sulla parità di genere?

Si deve partire dal presupposto che l’uguaglianza economica di genere prevede che le donne abbiano le stesse opportunità degli uomini, sia per lavorare a tempo pieno, avanzare nella carriera o ottenere una retribuzione pari. Nei paesi nordici c’è una convinzione diffusa che il congedo parentale equamente condiviso (risultato che al momento ha raggiunto solo la Svezia) rafforzi le opportunità delle donne nel mercato del lavoro. Questo è particolarmente valido per raggiungere e mantenere un impiego a tempo pieno, chiudere il divario salariale e facilitare l’accesso delle donne a posizioni dirigenziali.

I paesi nordici, in una certa misura, sono riusciti a garantire l’accesso delle donne al mercato del lavoro grazie all’infrastruttura per l’assistenza all’infanzia regolata attraverso l’interconnessione di norme fiscali, di assicurazione sociale e di diritto del lavoro. Di conseguenza, hanno avuto maggiore successo nel permettere alle donne di entrare nel mercato del lavoro rispetto ad altre regioni, sia part-time che a tempo pieno, e nel promuovere una condivisione equa delle responsabilità dentro e fuori casa.

IL CONGEDO PARENTALE

Il congedo parentale retribuito è finanziato diversamente nei paesi nordici. Può essere pagato dal datore di lavoro, tramite tasse sui salari, o dal lavoratore, attraverso contributi o tasse sul reddito da lavoro.

In alcuni paesi, come la Danimarca, i benefici derivano anche dal contratto di lavoro, il che significa che alcuni datori di lavoro possono offrire un congedo parentale aggiuntivo come parte delle condizioni contrattuali, come già fanno per esempio con l’assicurazione sanitaria o altri benefit. Per chi non ha lavorato a tempo pieno o è stato disoccupato prima della gravidanza, esiste un livello minimo di congedo parentale retribuito come salvaguardia.
Negli ultimi anni, praticamente tutti i paesi nordici hanno riformato i loro sistemi di congedo parentale. La riforma della Finlandia, introdotta nell’agosto 2022, ha mirato a riconoscere in modo equo una gamma più ampia di famiglie rispetto al precedente sistema più tradizionale. Le nuove regole supportano genitori impegnati in varie forme di imprenditorialità, lavoro autonomo e famiglie con figli non biologici. Anche la Danimarca ha rivisto il congedo parentale retribuito nell’agosto 2022 per conformarsi alla nuova Direttiva UE 2019/1158, che stabilisce un minimo di 4 mesi di congedo per ciascun genitore.

Il Paese “migliore” in questo senso è però la Svezia, dove entrambi i genitori, indipendentemente dal loro genere, hanno diritto fino a 480 giorni di congedo parentale retribuito. La Svezia ha del resto attuato queste politiche sin dagli anni Ottanta come risposta a un importante calo delle nascite che viveva in quel periodo, e capendo in generale che sostenere i cittadini nelle loro aspirazioni, di tutti i tipi, è la chiave per mantenere una popolazione in continua crescita e ricambio, scongiurando quindi quanto successo in molti altri Paesi occidentali che oggi affrontano quello dell’invecchiamento della popolazione come un problema grave, strutturale e senza politiche efficaci.

In questo video, nel capitolo Benessere, Mary ci racconta della sua esperienza con il congedo parentale in Svezia

Articolo in collaborazione con

Robin Mørensson,
founder @ NØGLEN