PERCHÉ VEDERE IL FILM SULLA SPIETATA SERIAL KILLER DANESE “LA RAGAZZA CON L’AGO”
Quest’anno è quindi di nuovo tra i candidati con una pellicola particolare. La ragazza con l’ago narra la storia della spietata assassina Dagmar Overby, attiva in Danimarca nei primi del Novecento. Ma, come sottolinea la sceneggiatrice Line Langebek, la sua importanza non risiede solo nel racconto di una delle più efferate serial killer del Paese, ma nel sottolineare quanto i diritti conquistati nel corso della storia non siano mai garantiti per sempre.
La ragazza con l’ago:
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LA BUIA COPENAGHEN DEL 1919
“Pigen med nålen” è ambientato nella Copenaghen del 1919, ben diversa dalla città ricca, cosmopolita e in espansione di oggi e ancora con atmosfere provinciali, già riprese in The Danish Girl ambientato più o meno nello stesso periodo.
Segue la vicenda di Karoline, una giovane operaia che, dopo aver perso il lavoro e scoperto di essere incinta, si trova a dover affrontare una realtà drammatica: le donne nubili prive di mezzi non hanno accesso all’aborto, né a un sistema di welfare che le possa sostenere. In questa condizione di estrema vulnerabilità, Karoline finisce per incontrare Dagmar Overby, una donna che gestisce una clinica per adozioni segrete. Tuttavia, ciò che si cela dietro la sua attività è agghiacciante: Dagmar, infatti, si sbarazza dei neonati che le vengono affidati dalle madri disperate, rendendosi colpevole di numerosi infanticidi.
Nonostante questo, il film dà una lettura interessante della spietata killer. Non la giustifica, ma la analizza, cercando di collocarla nel contesto storico in cui ha vissuto. La povertà estrema e l’assenza di tutele per le donne e i bambini hanno contribuito alla proliferazione di figure come la sua. La sua vicenda, sebbene terribile, portò a importanti riforme sociali: nel 1923 venne introdotta una legge che imponeva controlli più rigidi sui bambini dati in affido, e negli anni successivi il movimento per i diritti delle donne in Danimarca acquisì maggiore forza.
C’È ANCORA MOLTO DA FARE
Come evidenziato dalla sceneggiatrice Line Langebek, la storia non segue un percorso lineare e progressivo: i diritti acquisiti non sono permanenti e possono essere messi in discussione o revocati. L’esempio più lampante è quello della Polonia, dove la legislazione sull’aborto è diventata più restrittiva nel 2021, portando a conseguenze drammatiche per le donne. Anche negli Stati Uniti, diversi stati hanno recentemente approvato leggi che limitano fortemente il diritto all’aborto, invertendo decenni di conquiste sociali. Oppure l’Italia, dove nonostante questo sia teoricamente un diritto, ci sono regioni dove non c’è possibilità di goderne a causa dell’alto numero di obiettori di coscienza.
D’altro canto, la Danimarca ha recentemente esteso il limite per l’interruzione volontaria di gravidanza da 12 a 18 settimane, seguendo l’esempio della Svezia. Tuttavia, come il film suggerisce, il dibattito sui diritti non è mai chiuso definitivamente, nemmeno in Scandinavia.
DOVE VEDERLO IN ITALIA
Il cast vede la presenza di Trine Dyrholm nei panni della serial killer Dagmar. Trine è famosa per aver partecipato a numerosi film di successo, come De største helte, Festen e La comune (Kollektivet) di Thomas Vinterberg, l’ultimo dei quali le ha fatto vincere anche l’Orso d’argento per la migliore attrice al Festival di Berlino del 2016.
Karoline è interpretata invece dall’attrice Victoria “Vic” Carmen Sonne, già celebre per il film Godland – Nella terra di dio (Vanskabte land) di Hlynur Pálmason, candidato all’Oscar per l’Islanda nel 2024; e Vinterbrødre del 2017, diretto dallo stesso regista.