“La ragazza con l’ago”: l’importanza del film danese candidato agli oscar

La ragazza con l’ago

PERCHÉ VEDERE IL FILM SULLA SPIETATA SERIAL KILLER DANESE “LA RAGAZZA CON L’AGO”

Pigen med nålen (La ragazza con l’ago) è il titolo originale del film che porta (di nuovo) la Danimarca tra i Paesi con un film candidato agli Oscar nel 2025 – anche se il regista, Magnus von Horn, è svedese. Del resto, con la sua raffinata tradizione cinematografica e l’importanza della sua casa cinematografica Nordisk Film – la più antica al mondo ancora in attività – la piccola Monarchia scandinava ha trionfato diverse volte agli Academy, l’ultima delle quali nel 2021 con Druk (in italiano: Un altro giro) di Thomas Vinterberg.

Quest’anno è quindi di nuovo tra i candidati con una pellicola particolare. La ragazza con l’ago narra la storia della spietata assassina Dagmar Overby, attiva in Danimarca nei primi del Novecento. Ma, come sottolinea la sceneggiatrice Line Langebek, la sua importanza non risiede solo nel racconto di una delle più efferate serial killer del Paese, ma nel sottolineare quanto i diritti conquistati nel corso della storia non siano mai garantiti per sempre.

La ragazza con l’ago:

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LA BUIA COPENAGHEN DEL 1919

“Pigen med nålen” è ambientato nella Copenaghen del 1919, ben diversa dalla città ricca, cosmopolita e in espansione di oggi e ancora con atmosfere provinciali, già riprese in The Danish Girl ambientato più o meno nello stesso periodo.


Segue la vicenda di Karoline, una giovane operaia che, dopo aver perso il lavoro e scoperto di essere incinta, si trova a dover affrontare una realtà drammatica: le donne nubili prive di mezzi non hanno accesso all’aborto, né a un sistema di welfare che le possa sostenere. In questa condizione di estrema vulnerabilità, Karoline finisce per incontrare Dagmar Overby, una donna che gestisce una clinica per adozioni segrete. Tuttavia, ciò che si cela dietro la sua attività è agghiacciante: Dagmar, infatti, si sbarazza dei neonati che le vengono affidati dalle madri disperate, rendendosi colpevole di numerosi infanticidi.

La storia si ispira a fatti reali: Dagmar Overby fu processata e condannata nel 1921 per l’omicidio di otto neonati, anche se le prove indicavano che il numero effettivo delle vittime fosse molto più alto. Il suo caso sconvolse l’opinione pubblica danese, portando all’introduzione di nuove leggi per la tutela dell’infanzia e delle madri in difficoltà, ponendo le basi che hanno reso la Danimarca e in generale i Paesi Nordici tra i più attenti alla salute dei bambini e delle donne.

Nonostante questo, il film dà una lettura interessante della spietata killer. Non la giustifica, ma la analizza, cercando di collocarla nel contesto storico in cui ha vissuto. La povertà estrema e l’assenza di tutele per le donne e i bambini hanno contribuito alla proliferazione di figure come la sua. La sua vicenda, sebbene terribile, portò a importanti riforme sociali: nel 1923 venne introdotta una legge che imponeva controlli più rigidi sui bambini dati in affido, e negli anni successivi il movimento per i diritti delle donne in Danimarca acquisì maggiore forza.

C’È ANCORA MOLTO DA FARE

Come detto, però, ciò che rende La ragazza con l’ago particolarmente rilevante nel 2025 è la sua capacità di mettere in luce questioni che ancora oggi affliggono molte società. Il film pone l’accento sulla condizione delle donne in situazioni di povertà estrema e sulla necessità di garantire diritti fondamentali come l’accesso all’aborto e il sostegno alla maternità. E rimanda anche a quei contesti dove l’aborto è ancora oggi illegale, e viene fatto quindi in segreto con conseguenze spesso gravi per le donne che vi si sottopongono – pensiamo anche ai racconti di Emma Bonino e su com’era la situazione italiana prima del celebre referendum.

Come evidenziato dalla sceneggiatrice Line Langebek, la storia non segue un percorso lineare e progressivo: i diritti acquisiti non sono permanenti e possono essere messi in discussione o revocati. L’esempio più lampante è quello della Polonia, dove la legislazione sull’aborto è diventata più restrittiva nel 2021, portando a conseguenze drammatiche per le donne. Anche negli Stati Uniti, diversi stati hanno recentemente approvato leggi che limitano fortemente il diritto all’aborto, invertendo decenni di conquiste sociali. Oppure l’Italia, dove nonostante questo sia teoricamente un diritto, ci sono regioni dove non c’è possibilità di goderne a causa dell’alto numero di obiettori di coscienza.

D’altro canto, la Danimarca ha recentemente esteso il limite per l’interruzione volontaria di gravidanza da 12 a 18 settimane, seguendo l’esempio della Svezia. Tuttavia, come il film suggerisce, il dibattito sui diritti non è mai chiuso definitivamente, nemmeno in Scandinavia.
DOVE VEDERLO IN ITALIA
Uscito in Finlandia curiosamente già a settembre 2024, in patria si può vedere dal 23 gennaio 2025. In Italia, invece, uscirà nelle sale il 9 aprile 2025. In alcune città come Milano, Roma e Torino alcuni cinema daranno la possibilità di vederlo in lingua originale (il danese) sottotitolato.

Il cast vede la presenza di Trine Dyrholm nei panni della serial killer Dagmar. Trine è famosa per aver partecipato a numerosi film di successo, come De største helte, Festen e La comune (Kollektivet) di Thomas Vinterberg, l’ultimo dei quali le ha fatto vincere anche l’Orso d’argento per la migliore attrice al Festival di Berlino del 2016.

Karoline è interpretata invece dall’attrice Victoria “Vic” Carmen Sonne, già celebre per il film Godland – Nella terra di dio (Vanskabte land) di Hlynur Pálmason, candidato all’Oscar per l’Islanda nel 2024; e Vinterbrødre del 2017, diretto dallo stesso regista.

Articolo in collaborazione con

Robin Mørensson,
founder @ NØGLEN