SUICIDI NEI PAESI NORDICI: TRA MITI E REALTÀ
La realtà dei fatti è però differente, e soprattutto questo tasso varia da Paese a Paese. In generale, però, la maggior parte degli studi non supporta una tendenza particolarmente accentuata al suicidio in questa regione. I nordici, come tutti gli altri, affrontano le sfide della società moderna e il dramma delle malattie mentali.
Suicidi nei paesi nordici :
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L'ORIGINE DEL MITO DEI SUICIDI NEI PAESI NORDICI
La percezione dei Paesi nordici come eccezionalmente depressi e inclini al suicidio ha preso piede a livello internazionale negli anni ’60, quando figure politiche conservatrici, tra cui il presidente americano Dwight Eisenhower, hanno associato i tassi di suicidio in Svezia e Danimarca alle politiche “socialiste” dei loro governi.
Questa narrativa, basata su stereotipi, ha portato a una rappresentazione dei nordici come oppressi dal clima grigio, dalla burocrazia eccessiva e da problemi di dipendenze, fino a spingerli al suicidio. Tuttavia, questi pregiudizi non sono mai stati sostenuti da dati solidi.
Attaccare le politiche socialiste dei Paesi Nordici è sempre stata una tattica dei Repubblicani statunitensi, ripresa poi in modo grossolano anche dai populisti europei, e anche il neo rieletto Donald Trump ha più volte attaccato la Danimarca e la Svezia su questo fronte, anche se puntando di meno alla questione dei suicidi.
PARLIAMO DI DATI
Negli ultimi quarant’anni, i tassi di suicidio nei Paesi nordici, con l’eccezione dell’Islanda a causa della sua piccola popolazione, sono diminuiti significativamente. Paradossalmente, la reputazione di questi Paesi come luoghi felici, rafforzata dai World Happiness Reports pubblicati dal 2012, ha contribuito a mantenere viva la narrazione del “suicidio scandinavo”. La Finlandia, in particolare, classificata come il paese più felice al mondo nel 2018 e 2019, ha attirato speculazioni sulla presunta contraddizione tra felicità e suicidio.
Chi davvero ha questa enorme problematica sociale è la Groenlandia: il problema dei suicidi è raccontato in maniera anche cruda nel romanzo Blomsterne Dalen (La Valle dei Fiori, edito in Italia da Iperborea) di Niviaq Korneliussen, il primo romanzo groenlandese a vincere il premio del Consiglio Nordico. A causa dell’instabilità economica e politica del Paese, della sua storia, dell’“identità rubata” dai danesi (come viene definito il dominio secolare sull’isola), e di una rete di supporto inesistente i giovani sono soggetti ad abbandono degli studi e del lavoro e sono frequenti i casi di suicidio. Dato che la Groenlandia è parte del Regno di Danimarca, ci sono alcune classifiche grossolane che fanno ricadere questo dato sulla Danimarca stessa.
PERCHÉ IL MITO PERSISTE?
In realtà, le difficoltà legate allo stress, all’isolamento e alle dipendenze non sono uniche dei Paesi nordici, ma riflettono condizioni universali nelle società moderne. Per molti, però, il mito rappresenta un paradosso intrigante, da analizzare piuttosto che mettere in discussione.
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